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suoi tanti viaggi. Sicuramente il nome è
dovuto alla presenza dell'Ordine Francescano (tuttora esistente)
e di un Oratorio (andato distrutto) dedicato a S. Francesco:
testimonianze concrete della devozione popolare al nuovo messaggio
del poverello di Assisi.
Sorgeva presumibilmente dove ora si trovano i cancelli di
Piazzale Barbieri (da non confondersi con la costruzione risalente
al sedicesimo secolo, ora sede della Famija Pramzana). Porta
San Francesco era l'uscita per i grandi feudi della montagna:
Torchijara, Corniglijo, Varano, Bardi
Era anche l'ultimo
lembo della città che salutava il "romeo"
che si avviava pellegrino verso Roma; avvenimento eccezionale
per lunghezza e pericolosità del viaggio. I parmigiani,
o i pellegrini che avevano fatto sosta a Parma e riprendevano
il cammino, venivano accompagnati in corteo fino a Porta S.
Francesco dal Vescovo e dalle autorità civili. Era
detta la "gloriosa" proprio per questo e non per
fasti bellici. Gli abitanti della zona sotto l'influenza strategica
della Porta sono sempre stati, fino a tempi più recenti,
allegri e battaglieri, fieri dell'appartenenza ad una fetta
della città, speso contrapposta al "potere"
che risiedeva oltre il ponte a schiena d'asino dedicato a
S. Napomucenemo che i parmigiani chiamavano familiarmente
"Nepù che meno"!
Sito Web dell' Associazione Porta S. Francesco
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